Denkelv: unione di Fotografia e Vaporwave.

Ciao Denkel, mi racconti un po di te e dei tuoi lavori?

Hello, Vaporwaveitalia!

Mi presento, sono Daniele, e mi firmo sul web come denkelv96.

Che dire, sono un ragazzo semplice. Coltivo ormai da anni la passione della fotografia e del videomaking, e da pochissimo ho iniziato a pubblicare alcuni scatti sulla mia pagina Instagram.
Nel mio piccolo ho racimolato un bel po’ di consensi positivi dai miei followers, il che mi ha convinto che Instagram è il social giusto per me. Poche parole, più immagini. La perfezione, insomma. Sono quel tipo di persona che se gli chiedi “cosa vuoi trasmettere con le tue foto?”, io ti rispondo “Una storia. O un’emozione.
Un cliché, lo so, ma è la pura verità. E a proposito di emozione…
E’ grazie a questa che mi sono avvicinato alla cultura vaporwave. La nostalgia, le sensazioni, i ricordi, i colori… E’ un mondo che, più passa il tempo, più diventa parte integrante di me e della società moderna.

 

Nostalgia, sensazioni, ricordi, colori: BELLEZA, come parte integrante della società. Spiegami meglio!

Beh, si. Siamo e siamo stati una società puramente consumistica. Una società a cui piace vendere e vendersi al miglior offerente. Il che può sembrare qualcosa di negativo, ma se visto da un’altra prospettiva, invece, può sorprendere. E’ semplice, se voglio vendere un prodotto, cosa devo fare?
La primissima cosa a cui pensare è l’estetica. Esatto! La bellezza, come concetto astratto, è qualcosa che fondamentalmente piace tutti. Tutti, nessuno escluso. E’ cos’è la vaporwave se non l’esaltazione della bellezza consumistica passata? Che tu sia degli anni ’50, o dei più recenti 2000, sai benissimo di cosa sto parlando. Colori, musiche, sensazioni, spensieratezza… Era tutto così AESTHETIC, così perfetto e così ordinato nel suo disordine.

vaporwave italia

Ti ispiri a qualcosa o qualcuno in particolare?

Guarda, bella domanda. E ad una bella domanda, non può che esserci una bella risposta.
E la risposta è: no.
Cioè, mi spiego meglio… La mia vera e unica fonte di ispirazione sono io stesso. Più precisamente il me bambino, piccolo e spensierato. A volte mi chiedo “Cosa facevo a Natale di 20 anni fa? Cos’è che mi provocava quel piacevole calore nel petto?”. Generalizzando potrei dire che la mia fonte di ispirazione è l’infanzia. I tempi ormai andati, gioiosi e colorati. Le musiche dell’epoca, gli spot pubblicitari, i giocattoli, i programmi televisivi… Insomma, ve lo ricordate Bim Bum Bam? E la prima di Dragon Ball?! Per non parlare dello spot Tassoni, poi…
Insomma, provo sempre e costantemente a ributtarmi in quei tempi ormai andati, cercando di portare qui, adesso, attraverso uno scatto o un video, quel pizzico di nostalgia che risiede nei cuori di tutti noi.
Quante cose al mondo puoi fare… Costruire… Inventare…

E come fai a “tuffarti” in quel mondo? Qual’è il tuo flusso di lavoro?

Guarda, non ho un vero e proprio modus operandi. Il 99% delle volte capita che uno scatto viene dal nulla, senza premeditarlo. Cammino spesso con la fotocamera nello zaino e cuffie accese, con Spotify che riproduce radio Chill e Vaporwave a manetta. E proprio in questi momenti, di pura quotidianità, capita che qualcosa, un soggetto o un panorama, catturino la mia attenzione.
Tutte le volte si tratta di qualcosa di moderno, di nuovo, ma che esiste già da molto. Ad esempio un telefono. Ormai siamo tutti abituati, me compreso, agli Smartphone e a tutta questa tecnologia. Eppure se la vediamo con gli occhi degli anni ’80/’90, dove qualcosa del genere la si poteva intravedere solo in qualche film di fantascienza, è qualcosa di “nuovo”. Di fuori contesto, di unico.
Si lo so, non è molto chiaro… sto facendo confusione io stesso in questo momento, perché non so spiegarlo nemmeno io a parole. Ma immaginate di vedere la vostra stanza, ora, con gli occhi di voi bambino/ragazzino. Che figata, eh? Chi si sarebbe mai sognato tutte queste cose! Eppure… eppure, pur avendo tutte queste cose, manca quel pizzico di “bellezza”. La bellezza del vissuto. Del vivere. Ma sto sorvolando, andiamo avanti!

Dove aspiri di arrivare con i tuoi lavori vaporwave?

L’incontro con la cultura Vapor, è una fase sperimentale o vorresti crearne il tuo stile personale?

Dove aspiro? Direi… non lo so. Vorrei semplicemente che i miei lavori venissero conosciuti da tutti, anche a livello internazionale. E vorrei tanto, anche se solo di poco, riuscire a trasmettere quella vena di malinconia a chi li guarda. Mi piacerebbe, inoltre, conoscere quanta più gente possibile, magari anche con la mia stessa passione in campo fotografico, con cui condividere pensieri, lavori e qualche piacevole ricordo. (Ndr. Per chi volesse collaborare con lui, sappiate che Denkel è di Napoli)
Posso dirti, inoltre, che sto cercando di crearmi un mio stile personale, concentrandomi esattamente sui temi della Vapor. Insomma, almeno per ora, è ciò che mi trasmette e mi fa trasmettere di più a chi mi segue.

Che strumenti usi per i tuoi lavori? Qualcosa di particolare?

E qui rientriamo in un’altra particolarità personale! Ahahahah
Come ti dicevo, sono amante sia del vecchio che del nuovo… Infatti utilizzo una Mirrorless di ultimissima generazione usando, però, obiettivi provenienti direttamente da una vecchia Yashica di mio padre, ormai impolverata e distrutta dall’innumerevole quantità di scatti che ha sostenuto. Lenti vintage, particolari… Alcune di queste sono anche graffiate, ma questo non può che essere un bene! Mi piace quel senso di imperfezione nella perfezione. Quel pizzico di disordine nell’ordine. Insomma, sono un po’ un controsenso vivente, ma ehi, è questo che mi piace fare!
Per la maggior parte del tempo, utilizzo un grandangolare 28mm della Yashica. Per quanto non sia un amante del giallo/arancione, prediligo foto e/o video dal colore caldo, vivido e intenso. Proprio come i Natali, i compleanni, le feste passate… Inoltre amo il rosa e qualsiasi sfumatura di colore a esso simile. E’ un colore non troppo freddo, e non troppo caldo. E’ un colore calmo, soffice e naturale. È un colore che mi aiuta a ricordare molto, e mi trasmette pace e tranquillità.
Insomma, la mia attrezzatura è questa: occhi, mirrorless, obiettivi vintage.
WHAT ELSE?

Grandioso!

Non so se lo sai, ma anche io amo scattare con una mirrorless Sony A7S e mi sta per arrivare un bel pacco di obiettivi vintage Minolta da mio papà. Non vedo l’ora di utilizzarli e penso che ne farò un uso molto simile al tuo, per cui sono contento di sapere che la tecnica funzioni molto bene 😀 

Grazie per l’intervista! Ricorda ai lettori i tuoi profili social Vaporosi:

E’ stato un piacere per me!
Come social utilizzo, come già detto prima, l’unico utile per me e per i miei lavori, Instagram.
Mi trovate come denkelv96!
Seguitemi per tanti feels e vibes direttamente dagli 80/90’s! E ricordate:
Stay chill!
BYE BYE

Sergio Pinto

Sogno un'Italia che produce idee culturali nuove e sperimenta forme nuove, e credo sia arrivato il momento di partecipare attivamente a questo cambiamento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

− 4 = 1