Pensieri da Blog

Sono finite le persone

Forse non lo sai ma è giusto che oggi qualcuno te lo dica: sono finite le persone.
Basta, non ce ne sono più.

Mi guardi male, aggrotti la fronte e mi rispondi che siamo 8 miliardi, in continuo aumento.
Ma non ci stiamo capendo: si parla di pubblico.
Pubblico sui social, su internet, spettatori di film, utenti di servizi, acquirenti degli ecommerce, etc.
Spariti.
O quasi…

dead internet theory algoritmi social 2

Tutti connessi

Innanzitutto ormai siamo tutti connessi, non manca praticamente più nessuno. I neonati a 6 mesi stanno già davanti YouTube a ballare la Mucca Lola con Luli Pampìn; Lucilla fa più date in tournee dal vivo di Taylor Swift, e Cocomelon (canale YouTube anche questo, per neonati e bimbi piccolissimi) ha 178 milioni di iscritti. Per capirci Shakira di iscritti ne ha 45 milioni e mezzo.

In Europa anziani e vecchietti dei più sperduti borghi hanno dovuto attivare lo smartphone per poter entrare in Comune o al supermercato mostrando il green pass, e ora prendono virus a rotta di collo cliccando sul banner di una milf vogliosa a soli 7km da te.
Dai barconi i profughi scendono mezzi morti ma hanno tutti uno smartphone in mano.
Chi più chi meno, tutti passiamo tutto il giorno davanti a uno schermo: che sia pc, smartphone o tv.

Sono finite le views

E com’è allora che le visualizzazioni crollano?
Perché non ricevi più i like che prendevi nel 2015?
Ma te l’ho detto: sono finite le persone!

Troppa roba

Nel 2021 in Italia su 200 milioni di libri stampati, ne sono stati venduti soltanto 12 milioni, quasi uno su 20. E ancora non c’era l’AI a scriverli.
Ogni giorno nel mondo vengono prodotte più foto, testi e video che in oltre 2000 anni di civiltà umana.
Ogni abbonamento tv che possiedi contiene più film e serie di quelli che potresti vedere in una vita intera facendo solo quello.

Ora capisci in che senso sono finite le persone?

Ci sono ormai troppi contenuti rispetto alle persone che possono vederli, e non possiamo più aumentare né la gente davanti allo schermo, né le ore davanti allo schermo.

dead internet theory algoritmi social

E l’Intelligenza Artificiale cosa c’entra?

Da quando sono arrivate le IA generative questo fenomeno in accelerazione è esploso esponenzialmente ed è finito fuori controllo.
Oggi la Dead Internet Theory, ovvero la teoria secondo cui un giorno Internet sarebbe stato popolato solo da bot, con contenuti creati dalle macchine, e gli umani sarebbero stati una minoranza come la particella di sodio in Acqua Lete, non è più una teoria.
É la realtà.
Quante mail spam ricevi al giorno? Ormai sono molte più le mail spam che le mail vere.
Quante chiamate automatiche dai call center con voce registrata ricevi ogni giorno? Sicuramente più di quanto ti chiamano gli amici.

Senza contare che le mail vere spesso finiscono in spam perché in realtà l’AI non è così intelligente e non sa distinguere un contenuto buono da uno fake (fasullo).

dead internet theory algoritmi social 3

L’epoca della spazzatura

Al momento, e forse per sempre, Google, YouTube, Facebook e TikTok non sanno distinguere contenuti “fake” da contenuti di valore.
Per cui provano a spalmare la visibilità con metodi sempre diversi ma non ci riescono.

Così i contenuti social e web fanno sempre più schifo:

  • Le piattaforme non sanno più catalogare i contenuti.
  • Produrre post spazzatura a nastro costa zero tempo e zero soldi.
  • Se i contenuti buoni e quelli scarsi hanno la stessa probabilità di essere visti, chi produce contenuti scarsi vince perché non gli costa niente produrne infiniti.

idiocracy spazzatura

Conclusione

La conclusione è che per ora non c’è una soluzione.
Siamo sommersi dalla spazzatura, come in Idiocracy.
I contenuti buoni e validi stanno velocemente tornando a pagamento e fuori dalle “piattaforme di terze parti”, mentre la gente che si ubriaca di TikTok sta velocemente perdendo facoltà cognitive.
Ovvero diventa sempre più stupida, come in Idiocracy.

danni di tiktok al cervello

Di questo passo fra un paio d’anni ricominceremo a comprare le enciclopedie e gli abbonamenti ai pochi giornali internazionali di qualità (ma di certo non la robaccia che esce oggi sui quotidiani italiani), poiché pagando saremo certi di leggere un contenuto di qualità.

francobollo email posta pneumatica

P.S. : un possibile epilogo

Non mi meraviglierei se fra qualche anno si dovrà pagare qualche centesimo, tipo francobollo, per poter mandare una mail o pubblicare un post.
Sarebbe la soluzione per estirpare l’infinita spazzatura prodotta senza criterio.
Lo spam e il trash esistono solo perché non costa nulla produrlo e inviarlo.
Basta una barriera minima per rendere impossibile inondare il mondo di spazzatura, e al contempo far restare sostenibile il resto del mondo digitale: che vuoi che sia 1 centesimo per mail inviata? 😉
Nel frattempo chi produce contenuti di qualità dovrà affrontare algoritmi che faranno di tutto per non dare troppa visibilità gratis a nessuno, premiando solo chi avrà intenzione di spendere sulla piattaforma. 

Sergio Pinto

"Sii il cambiamento che vuoi vedere". Questo blog nasce dal desiderio che internet sia un posto migliore, in cui le idee possano vivere in spazi più ampi dei box di un post social.

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