Pulp by Tander: Vaporwave e Nostalgia in 3d

Contaminazioni low-fi hip hop e vaporwave, future funk (che per me suona un po’ Daft Punk anche se Tander nega, e per me è un complimento), un video 3d originale allucinogeno in una atmosfera Vaporwave: ecco a voi Pulp, il secondo disco di Tander. Campioni e le sonorità sembrano freschi, suonano anni 80 ma non danno deja-vu. Le tracce sono superarrangiate. Insomma mi piace proprio come suona, il video è un trip, e quindi ecco l’intervista.
Ma prima delle parole: video!

Chi è Tander?

Ciao, mi chiamo Simone Giudice, in arte Tander, ho 23 anni e sono di Roma.
Suono da svariato tempo, ho iniziato con la chitarra a circa 10 anni per poi proseguire fino ad oggi con una costante passione – ed in parte anche studio – verso la musica. In passato ho suonato con una band, ed ora da 2 anni mi dedico al beatmaking ed alla musica elettronica, spaziando vari generi anche nell’ascolto musicale.

Quanti album/pezzi hai fatto finora?

Ad oggi ho prodotto 2 album/beat tape e svariati singoli, pubblicati principalmente sulla piattaforma Soundcloud, dal 2017. Ho lavorato inoltre in alcune produzioni e registrazione/missaggio di vari artisti della scena web recente.

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Parlami di Pulp

Pulp è un progetto nato e realizzato in relativamente poco tempo. Con esso ho voluto creare e trasmettere una sorta di ricordo nostalgico, principalmente legato all’epoca anni 80 / 90, con uno stile sfarzoso e sonorità che ti facciano muovere la testa, quasi ai limiti della dance. Qualcosa che faccia pensare ad una festa in riva al mare, ai club retrò, le macchine veloci ed i tramonti violacei delle città iper moderne. Ho ricercato dei sample molto rari, principalmente nella musica soul ed R&B, dei generi che, a parer mio, possiedono un’energia ed una qualità veramente superiore.

ll mio pezzo preferito del disco è senza dubbio “Drive-Indaco“, è stato il primo ad essere realizzato ed intorno ad esso ha girato più o meno tutta la sonorità dell’album.

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Cosa vuoi comunicare con la tua musica?

Principalmente, con la mia musica cerco di trasmettere i miei stati d’animo e soprattutto ciò che vivo, le mie idee. Mi piace molto pensare ad un’immagine che raccolga una situazione, un momento, e trasmetterla tramite la musica, proprio come con Pulp, quasi in modo figurativo.

Visualizzo questa immagine e penso, si, è cosi che deve suonare ed essere questo pezzo. E spesso lavorando a blocchi di idee, viene fuori l’album con un concetto comune.

Cosa ti influenza e come vuoi che suonino i tuoi pezzi?

Indubbiamente negli ultimi anni sono stato influenzato molto dal low fi hip hop e dalla vaporwave. Per me essi, data la loro vena nostalgica, sono dei generi musicali che prima o poi sarebbero nati, data la tendenza umana a ricordare il passato come un qualcosa di idilliaco e meraviglioso.
Ti ringrazio molto per il “superarrangiate” che hai citato all’inizio! Per me è un complimento importante, poiché mi impegno molto a far suonare tanti strumenti e percussioni nelle tracce, quasi in modo orchestrale. Diciamo che la ho sempre pensata più da musicista che da beatmaker. Mi piace ispirarmi molto ad artisti che compongono muri enormi di suoni, ma che all’ascolto rendono comunque in modo leggero, quasi etereo. Si pensi per esempio ai lavori degli Earth, Wind & Fire, o ad Isaac Hayes, o ai Love Unlimited Orchestra.

York suona un po’ Daft Punk.

Sergio: è una mia impressione o avevi davvero voglia di ricreare quel sound (che a me piace molto)?

In realtà non avevo proprio pensato ai Daft Punk per “York“! Mi sono ispirato di più sinceramente al future funk, e alla nu disco. Il risultato però mi ha molto soddisfatto. Volevo qualcosa che suonasse vintage, ma allo stesso tempo moderno. E soprattutto che faccia ballare!

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Drive Indaco – il video in 3d

Sergio: è una goduria per gli occhi e se devo trovargli un difetto: dura troppo poco! 😀 Come lo avete realizzato, continuerete?

Ti ringrazio molto! Il video di Drive-Indaco è un idea nata e realizzata da alcuni miei amici, con cui dal 2017 gestiamo una label indipendente/canale youtube chiamato PizzaXanax, dove promuoviamo artisti underground della scena italiana attuale. Il video è stato realizzato utilizzando un programma di modellazione 3D, un lavoro abbastanza lungo e complesso. Ma il risultato ha avuto moltissimi riscontri positivi e penso in futuro continueremo con questo stile, considerata anche la novità.

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Cosa è per te la vaporwave?

La vaporwave per me è prima di tutto una forma d’arte, dato che copre ambiti non solo musicali, ma anche grafici, multimediali e concettuali. E’ sicuramente un bellissimo modo per ricordare il passato come un qualcosa di migliore, di affascinante, come una capsula del tempo artistica, in cui tutto si è come fermato ad un determinato periodo. Questo costante argomento di “rievocazione” e di ammirazione per il passato offre davvero molti spunti di studio e riflessione, per questo è considerabile come un movimento artistico vero e proprio.

Parlami degli altri tuoi lavori musicali.

I miei altri lavori musicali sono stati svariati; l’anno scorso ho pubblicato un album/beat tape, chiamato “The Ocean at Night“, molto in stile Lofi-Jazzhop. Con esso ho voluto rievocare proprio ciò che comunica il titolo, cioè l’ideale di una serata in riva al mare, di fine estate, dove pensare al presente, al passato, ed alla vita, con sonorità molto dolci e rilassanti. E’ stato un lavoro molto espressivo e personale.
Sulla piattaforma Soundcloud inoltre ho pubblicato moltissimi singoli, spaziando in vari generi, dal Jazzhop, alla trap, alla vapor classica. Diciamo che tutt’ora sono alla ricerca del mio sound e genere. Pensa che una volta componevo metal

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Dove vuoi portare la tua musica?

Mi piacerebbe ovviamente portare la mia musica ad un audience più ampio, ma rimanendo sempre “underground“. Con la mia label PizzaXanax abbiamo in mente molti progetti per il futuro. Io personalmente sto lavorando ad alcune collaborazioni al momento, e a delle tracce Lofi in cui comporrò con la chitarra.

Live sicuramente ne farò, appena avrò occasione. Diciamo che non sono nuovo al palco dato il mio passato in una band. E comunque portare la propria musica direttamente davanti ad un pubblico è un passo importante che, nella propria carriera, prima o poi bisogna fare.

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3 cose a cui sei particolarmente legato degli anni 80-90, di cui una delle 3 è un disco.

3 cose a cui sono molto legato degli anni 80-90..

  • Sicuramente l’ideale futuristico in cui si viveva, data l’epoca di rivoluzione tecnologica e di fine millennio, in cui tutto era una enorme novità.
  • E ovviamente sono legato alla musica del tempo, che in quel periodo è stata probabilmente la migliore di sempre.
  • Un disco.. paradossalmente il mio album preferito è di tutt’altro genere, “Grace” di Jeff Buckley, 1994. Un album che per le sue sonorità ti fa capire quanto ci sarebbe ancora da studiare ed approfondire, di quel periodo musicale

Dove ascoltare / vedere Tander online

 

Leggi le altre interviste realizzate in questa vaporosissima estate: Tito Machete e la sua vaporwave nostalgiavaporwave sperimentale a base di Videodrome di Spectacular Optical,  Tassony per il lancio dell’EP Fininvest 1988. e l’intervista fresca di uscita alla band vaporwave Miroirs.

 

 

 

Sergio Pinto

Sogno un'Italia che produce idee culturali nuove e sperimenta forme nuove, e credo sia arrivato il momento di partecipare attivamente a questo cambiamento.

Un pensiero riguardo “Pulp by Tander: Vaporwave e Nostalgia in 3d

  • Yooooo grande tander, la faccia in web, vip bitch

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